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Giuseppe Belluzzo (Legnago, 25 novembre 1876 – Roma, 21 maggio 1952) è stato un ingegnere, politico e accademico italiano, che ricoprì il ruolo di Ministro dell'Economia Nazionale tra il 1925 ed il 1928 e di Ministro dell'Educazione Nazionale tra il 1928 ed il 1929 nel Governo Mussolini.
Fu un esperto nel campo della progettazione di turbine a vapore, per le quali scrisse almeno una cinquantina di pubblicazioni molte delle quali ancora autorevolissime. Di questi scritti il più celebrato è sicuramente Le turbine a vapore, che divenne ben presto un apprezzatissimo strumento didattico nel prestigioso Politecnico di Milano, dopo essere stata pubblicata nel 1905 presso l'editrice Hoepli.

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Massone, membro del Grande Oriente d'Italia, e tra i fondatori del Rotary Club di Milano, nel 1934 venne nominato Senatore del Regno d'Italia. Nel 1944, a seguito della liberazione di Milano, Belluzzo venne arrestato dal Comitato di liberazione nazionale, in seguito divenne collaboratore per numerose riviste per le quali pubblicò diversi articoli di carattere economico.
Il 24 marzo 1950 comparve sul quotidiano Il Giornale d'Italia un articolo dal titolo I dischi volanti furono ideati nel 1942 in Italia e in Germania nel quale lo stesso Belluzzo sosteneva di aver partecipato personalmente alla progettazione di un disco volante, a partire dal 1942.
La rivista "Der Spiegel" nel numero del 30 marzo 1950 riportò un'intervista rilasciata da Schriever il quale affermò che, nei pressi di Praga, nei primi anni Quaranta vi era una fabbrica della BMW che produsse alcuni dei velivoli noti come "dischi volanti". In questo impianto lavoravano scienziati come Klaus Habermohl, l'ingegnere italiano Giuseppe Belluzzo e Walther Miete (il quale aveva fatto parte del progetto V2, ma che poi si era occupato di progetti a disco) i quali seguirono gli studi di Schriever su un prototipo di velivolo discoidale.

🔗 https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Belluzzo
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I DISCHI VOLANTI
furono ideati nel 1942
IN ITALIA E IN GERMANIA


Mussolini e Hitler se ne interessarono - Oggi qualche grande potenza sta utilizzando l’arma a scopo di studio

Il mondo è oggi posto a rumore dalla notizia della, secondo altri constatata, esistenza dei cosidetti dischi volanti che hanno fatio lavorare la fantasia di coloro i quali, non conoscendo i progressi e le nuove possibilita della tecnica, hanno sollevato dei dubbi sulla possibile esistenza di questi nuovi istumenti di distruzione

La verità vera è che questi istrumenti di distruzione si possono costruire e fare funzionare, e che di essi già nel 1942 si erano studiati e disegnati in Germania ed in Italia alcuni prototipi nell’intento di fornire alla Patria in guerra uno strumento formidabile per la vittoria. Vittoria che si sarebbe realizzata se la moralità e la competenza di alcuni uomini che oggi vanno per la maggiore, fossero state diverse.

Ma ritorniamo, è il caso di scriverlo, a bomba, giacchè i nuovi istrumenti di guerra potevano allora trasportare, senza pericolo per guidatori che non erano necessarii, cariche di esplosivo di ogni specie e peso, ed oggi bombe atomiche in grado di distruggere intere città anche con dieci chilometri di diametro.

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LO SCHEMA DEL DISCO PROGETTATO IN ITALIA

Il principio del disco volante è semplice, e ne è molto facile la costruzione con metalli leggerissimi. La figura annessa ne illustra chiaramente lo schema in pianta. Sulla superficie del disco metallico Z che può avere fino a dieci metri di diametro (i trenta metri di cui hanno parlato alcuni giornali sono parto di una eccitata fantasia) sono riportati alla periferia, e simmetricamente rispetto all’asse del disco due condotti A e B che occupano ciascuno un arco di 180° sopra o sotto al disco stesso. I due condotti A e B, ripeto simmetricamente disposti rispetto all'asse del disco, hanno una sezione variabile da un minimo ad un massimo. Con a e b sono rispettivamente indicate le sezioni di ingresso attraverso le quali, con la velocità al minuto secondo di circa 400 metri, tale è la velocità periferica del disco in funzione, entra l'aria esterna.

Per effetto del graduale aumento di sezione dei condotti A e B la velocità dell’aria si trasforma gradatamente in pressione fino a raggiungere il massimo valore di questa nella sezione massima dei condotti, rispettivamente in 1 e 2.

Per effetto di tale trasformazione della velocità in pressione nel funzionamento a terra si arriva alla pressione di 2, 4 chilogrammi per centimetro quadrato, ed a cinquemila metri di altezza alla pressione di 1,5 chilogrammi.

Nella sezione massima dei condotti A e B ossia in 1 e 2 della figura ha luogo la iniezione della nafta polverizzata e la sua accensione. La nafta è iniettata in quantità tale da dare all'aria una temperatura sufficiente per realizzare allo acarico dei condotti A e B una velocità prossima ai 700 metri al minuto secondo, velocità che per reazione fa insieme ruotare a grandissima velocità, circa 400 metri al secondo alla periferia, il disco volante e nello stesso tempo grazie ad una studiata inclinazione delle bocche c e d di efflusso dai condotti A e B genera una spinta verso l'alto in modo da provocare il moto ascensionale del disco ruotante, il quale percorre pertanto un’elica cilindrica, spostandosi nello spazio a grandissima velocità.

L'iniezione della nafta nella sezione massima dei condotti A e B ha luogo per effetto della forza centrifuga cui il combustibile è assoggettato, per effetto della rotazione del disco, nel condotto anulare collegato al disco stesso che lo contiene. Questo condotto anulare nella figura annessa è indicato con M e con e ed f sono indicati schematicamente gli iniettori che comunicano con il serbatoio della nafta.

La partenza da terra del disco volante avviene con la accensione e combustione rapida di una cartuccia analoga, salvo le maggiori dimensioni, a quella che provoca l'avviamento dei siluri nella marina, cartuccia posta nelle sezioni di scarico dei due condotti A e B. La combustione, della cartucca provoca il moto rotatorio e l’innalzamento iniziali del disco volante e l’inizio del funzionamento dei condotti A e B.

I dischi volanti devono portare oltre i condotti che provocano il loro moto, il combustibile, gli accumulatori, per provocare l'accensione della nafta nella sezione massima dei condotti A e B, ed infine la bomba atomica che deve scoppiare quando il disco volante, esaurita la riserva di nafta, ritorna velocissimamente a terra per gravità.

Evidentemente il carico di nafta ed il peso della bomba sono in proporzione della superficie del disco volante ossia del quadrato del suo diametro: di qui la tendenza a portare il valore di tale diametro al massimo possibile compatibilmente con le esigenze costruttive che praticamente non sono nè poche nè semplici anche perchè è fondamentale il problema di rendere minima la resistenza del disco volante alla rotazione ed alla traslazione.

L’idea del disco volante è nata anche in Italia, contemporaneamente alla Germania, e se ne sono interessati i due capi del Governo del tempo, quando in Italia si completavano gli studi sulle turbine a combustione interna e del turbo reattore per aerei; niente dunque di soprannaturale o di marziano, ma semplicemente razionale impiego della tecnica più evoluta e recente.

Riflettendo anzi su quanto è avvenuto in passato, mi ha attraversato la mente l'idea che qualche grande potenza stia per ora indirizzando, a scopo di studio, dei dischi volanti senza esplosivo o bomba atomica.

Gli uomini che sono oggi alla testa delle nazioni, di fronte alle nuove tragiche prospettive della guerra moderna, non dovrebbero cercare in tutti i modi di intendersi per non precipitare i loro popoli nella più tremenda delle sventure, tenendo presente che le distanze non sono più oggi le efficaci protezioni di un tempo?

Ing. Giuseppe Belluzzo

🔗 http://digitale.bnc.roma.sbn.it/tecadigitale/giornale/CFI0446562/1950/Marzo/119

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